Rebora dalla Flotilla: «Siamo gocce che insieme formano il mare». Fra un paio di giorni la partenza delle barche verso Gaza

Alla manifestazione della Cgil, in collegamento da una delle barche della Global Sumud Flotilla, il fondatore di Music For Peace richiama all’unità e all’impegno dei cittadini: «Gli aiuti devono arrivare a Gaza, rompete l’embargo»

Alla mobilitazione organizzata dalla Cgil a Genova nell’ambito della campagna nazionale “Fermiamo la barbarie”, è intervenuto in collegamento diretto dal Mediterraneo Stefano Rebora, fondatore della missione che sostiene la Global Sumud Flotilla. Collegato da una delle imbarcazioni in viaggio, Rebora ha aggiornato la piazza sullo stato della spedizione e ha rivolto un accorato appello alla partecipazione e all’unità dei cittadini.

“La notizia è in ritardo, partiremo fra un paio di giorni – ha spiegato –. Dalla Spagna sono già salpati, stiamo aspettando che si ricongiungano con Tunisi per poi partire tutti insieme. Non dimenticate ciò che ho detto sabato scorso”.
Il fondatore ha sottolineato l’importanza della mobilitazione popolare: “La cosa più importante per riuscire in questa impresa, che non sarà facile, sarà il cittadino. Non sono state le sigle a portare la gente in piazza, ma la gente a trascinare le sigle. Ed è questo il segnale più forte”.
Un ringraziamento è stato rivolto alla Cgil, “parte importante di tutto ciò che è accaduto a Genova, anche se sabato scorso non è riuscita a intervenire dal palco”. Poi l’invito a superare individualismi e divisioni: “Basta pensare all’io, all’ego. Siamo tante piccole gocce: le gocce insieme formano il mare, e il mare ha una forza dirompente”.
Rebora ha concluso con un appello alla piazza e alla società civile: “Sappiamo che qualcosa accadrà, e a quel punto dovrà essere la piazza a rispondere: dai bambini ai nonni, tutti presenti, pacifici ma determinati. Gli aiuti devono arrivare a Gaza. Rompete l’embargo”.
La Global Sumud Flotilla, di cui Rebora fa parte, navigherà nei prossimi giorni verso la Striscia di Gaza con l’obiettivo di consegnare aiuti umanitari e rompere simbolicamente e concretamente l’assedio che da anni isola la popolazione palestinese.
Foto di Nico Cadosch
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